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Nella Casina Pompeiana in Villa Comunale, che ospita l'Archivio sonoro della canzone napoletana, frutto di una felice sintonia d'intenti tra RAI, Regione e Comune di Napoli, si tiene il concerto nel nome di E. A. Mario, autore della canzone-logo dell'Archivio:Comme se canta a Napule.
La scelta delle canzoni e delle poesie che figurano nel concerto passa per temi e tempi tra i più significativi della vita del compositore: una vita intensa e pienamente vissuta con le sue tappe, i suoi voli, le sue soste, i dolori e le piccole felicità che la sua profonda personalità d'artista e d'uomo rivestì di musica e poesia. Le sue canzoni, diffuse da oltre un secolo di là da ogni confine
campanilistico, oltre il mare di casa, oltre l'oceano, hanno portato nel modo più alto i suoni e i colori di Napoli nel mondo.
Un piccolo episodio: nel novembre del 1949, sotto i balconi dell'Albergo Santa Lucia dove alloggiava Louis Armstrong, venuto a Napoli per un concerto al Teatro Politeama, i posteggiatori eseguirono per il Re del Jazz una nonna-nonna: Comme se canta a Napule, che apre la prima parte del concerto, ispirata ai sentimenti - amore, nostalgia, rimpianto, gelosia, tenerezza, passione - sia verso una donna amata che verso la città, la poesia, le cose belle e perdute del passato. La seconda parte verte sulla Grande Guerra, tragedia che il poeta visse con intensa partecipazione etica e civile.

A Comme se canta a Napule seguirà Funtana all'ombra. Un anno le separa, e le accomuna tuttora l'atmosfera da idillio agreste che si diffondeva  dalle campagne vicinissime alla città, dai giardini segreti delle ville, dai davanzali e dai balconi ornati di verde e di fiori.